Qa | I quaderni di Arabeschi rappresenta uno spazio in cui approfondire tematiche relative all’ambito di studi della rivista, secondo tre modalità diverse: |colloqui, |studi, |testi. Nel primo caso, |colloqui, si pubblicheranno i contributi emersi dai seminari organizzati dalla redazione, frutto della collaborazione e dello scambio delle sedi che sostengono il progetto della rivista. Nel secondo caso, |studi, si accoglieranno studi monografici orientati all’analisi di puntuali case studies coerenti con le linee tematiche della rivista: pur mantenendo al centro l’indagine sulle intermittenze fra verbalità e visualità, il taglio della collana intende aprirsi al versante dei performance studies ed esplorare il sempre crescente innesto di linguaggi dentro il codice della scrittura. Nel terzo caso, |testi, si promuoverà l’edizione o la ristampa di opere inedite o rare, in forma di romanzo, poema o saggio, nelle quali la declinazione dell’interferenza fra verbale e visuale, ma anche il ragionamento teorico su tale interferenza, introduce un elemento di novità e interesse rispetto alle tradizionali categorie di testo.

I volumi, distribuiti sia in formato cartaceo che digitale, promuovono un nuovo concept di ricerca scientifica aperta alle nuove tecnologie e alla multimedialità.

 

► Corinne Pontillo

Di luce e di morte

Pier Paolo Pasolini e la fotografia

Il volume accoglie la forma rielaborata della tesi vincitrice del Premio Pier Paolo Pasolini 2014 ed esplora, tra percorsi verbali a ostacoli e pedinamenti visivi, le tracce delle interazioni tra la poetica pasoliniana e la fotografia: un silente, inatteso dialogo lungo trent'anni.

 

► Maria Rizzarelli

Una terra che è solo visione

La poesia di Pasolini tra cinema e pittura

Dalla mappatura del lessico dell'Usignolo della chiesa cattolica, delle Ceneri di Gramsci e della Religione del mio tempo emerge con evidenza una significativa attenzione da parte del poeta ai fatti visuali, alle loro declinazioni cromatiche e luminose, alle differenti implicazioni con le arti, come la pittura e il cinema. [Continua] Dalla mappatura del lessico dell'Usignolo della chiesa cattolica, delle Ceneri di Gramsci e della Religione del mio tempo emerge con evidenza una significativa attenzione da parte del poeta ai fatti visuali, alle loro declinazioni cromatiche e luminose, alle differenti implicazioni con le arti, come la pittura e il cinema. Le tre raccolte, pubblicate a distanza di pochi anni l’una dall’altra, circoscrivono una stagione della poesia pasoliniana compatta e omogenea, all’interno della quale la riflessione sul sacro si intreccia all’appassionata e inesausta ricerca della «lingua scritta della realtà». Questo studio attraverso un’analisi attenta ai fenomeni lessicali e semantici, alle retoriche ecfrastiche e visuali, come pure alla ricostruzione dell’evoluzione stilistica e ideologica dell’opera di Pasolini, traccia le coordinate della breve ma intensa epoca della ‘poesia della pittura e del cinema’, che anticipa di poco la grande stagione del «cinema di poesia».