11.1. Da I Cesaroni a Netflix: il percorso atipico di Alessandra Mastronardi

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«In fatto di ruoli è più facile che sia vittima degli stereotipi nel mio Paese, piuttosto che altrove. Per i registi italiani sono sempre “la ragazza dei Cesaroni”, la carina della porta accanto».

Alessandra Mastronardi

 

 

La carriera di attrice di Alessandra Mastronardi inizia da giovanissima con una serie di ruoli da comparsa in serie televisive quali Amico Mio e Don Matteo, prima di approdare al ruolo che ha segnato la sua intera carriera, quello di Eva Cudicini ne I Cesaroni (2006-2014, Canale 5) [fig. 1]. A partire dal 2006, quand’era appena diciannovenne, fino al 2009, Mastronardi interpreta la figlia adolescente del clan allargato dei Cesaroni, nato dall’unione tra il romano Giulio Cesaroni (Claudio Amendola) e la milanese Lucia Liguori (Elena Sofia Ricci). Trapiantata forzatamente da Milano a Roma, Eva si innamorerà del fratellastro Marco Cesaroni (Matteo Branciamore), e la loro travagliata storia d’amore sarà una delle linee narrative principali della serie per le prime tre stagioni. Dalla quarta, nel 2010, la sua presenza si limita a qualche episodio per stagione, fino all’abbandono definitivo nel 2012.

Dopo i primi anni di impegno pressoché totale con la serie, e alcuni ruoli da protagonista in film dimenticabili (Prova a volare di Lorenzo Cicconi Massi, 2007, Non smettere di sognare, di Roberto Burchielli, 2009), già dal 2008 Mastronardi inizia a cercare personaggi che la smarchino dall’assoluta identificazione con Eva. Il primo ruolo di rilievo in questo senso è quello di Roberta Vannucci [fig. 2], la giovanissima fidanzata di Freddo (Vinicio Marchioni) nell’acclamata versione televisiva di Romanzo Criminale (2008-2010, Sky Cinema 1). Pur interpretando nuovamente la parte della ʻbrava ragazzaʼ, con Romanzo Criminale Mastronardi si fa conoscere da un altro target, e il ruolo di Roberta le permette di legare il suo nome a una delle produzioni più innovative del panorama televisivo italiano di quegli anni. Nel 2011 è poi Micol Fontana nella miniserie di Raiuno Atelier Fontana - Le sorelle della moda, dedicata alla vita delle tre celebri sorelle parmigiane: una fiction biografica tradizionale in cui Mastronardi impersona in modo credibile (accento emiliano a parte) la più longeva delle sorelle Fontana, dall’adolescenza all’età adulta [fig. 3].

Il 2012 si rivela un anno decisivo per Mastronardi: la partecipazione alla miniserie Titanic - Nascita di una leggenda (coproduzione internazionale trasmessa in Italia da Raiuno) e al film To Rome with Love di Woody Allen segna l’inizio della svolta internazionale della sua carriera, contemporaneamente in televisione e al cinema. Negli anni successivi è impegnata in produzioni di vario tipo, sia italiane che straniere: in Italia partecipa ad alcune commedie cinematografiche (L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi, 2013; Ogni maledetto Natale di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, 2014) e alle fiction di Raiuno L’allieva (2016- ), dove interpreta Alice Allevi, protagonista della serie di romanzi di Alessia Gazzola, e C’era una volta Studio Uno (2017). Nel 2014 è anche Giulietta nella coproduzione internazionale in lingua inglese Romeo e Giulietta (Canale 5), libero adattamento della tragedia shakespeariana ambientato curiosamente nei boschi del Trentino.

L’esperienza sul set di Woody Allen la sprona ad inserirsi nel mercato americano, trasferendosi a Los Angeles ed entrando tra i clienti della celebre agenzia CAA (Creative Artists Agency):

Al colloquio in CAA, volevano più che altro capire se parlo bene l’inglese, ma era solo il primo esame. Qui funziona che – prima di prenderti in agenzia – ti organizzano incontri coi casting director e i boss delle produzioni più importanti e vieni arruolata solo se i riscontri sono positivi. Esami a raffica, quindi. Incontravo grandi nomi di Warner Bros o Sony e mi stupivo: in Italia i produttori non ti ricevono, se non sei nessuno, invece qui hanno molto rispetto degli attori (Morvillo 2013).

Il primo lavoro che segna l’intenzione di orientarsi verso produzioni autenticamente internazionali, ovvero in cui non è coinvolta nessuna società italiana, è Life di Anton Corbijn (2015). Il film racconta dell’amicizia tra James Dean (Dane DeHaan) e il fotografo di Life Magazine Dennis Stock (Robert Pattinson) e vede Mastronardi nel ruolo di Pier Angeli [fig. 4], una delle prime attrici italiane a lavorare stabilmente per uno studio hollywoodiano negli anni Cinquanta, che nell’estate del 1954 ebbe una relazione con il divo. Life, presentato al Festival di Berlino, la porta sui red carpet internazionali e la inserisce nel contesto del cinema indipendente statunitense.

La consacrazione come celebrity internazionale arriva però con la partecipazione alla seconda stagione della serie TV cult Master of None (2015- ), scritta, diretta e interpretata dal comico americano Aziz Ansari e distribuita da Netflix. La stagione in parte è ambientata a Modena, e racconta l’incontro del protagonista Dev con la cultura e la tradizione culinaria italiane. Mastronardi interpreta Francesca, una giovane ʻsfoglinaʼ modenese che lavora con la nonna e incarna molte caratteristiche dell’italianità secondo il punto di vista di Dev/Ansari (alla serie partecipa anche Riccardo Scamarcio nel ruolo, secondario, del fidanzato di Francesca) [fig. 5].

Il successo della stagione e l’importanza della serie, insieme alla presenza sempre più ricorrente di Mastronardi nel mondo della moda, la decretano come ʻil volto nuovo da seguireʼ su magazine internazionali quali Vulture, Elle e Vanity Fair. Oltre alla partecipazione ad uno spot Nespresso con George Clooney, all’attività di testimonial per celebri brand come Trussardi, Audi e Alberta Ferretti, il suo avvicinamento al mondo del fashion si intensifica progressivamente. Spesso è protagonista di photoshoot su magazine nazionali e internazionali, la si vede di frequente nelle prime file delle sfilate più importanti, e dall’aprile 2017 è Ambassador Chanel, titolo prestigioso che finora non era mai stato ricoperto da una personalità italiana [fig. 6].

A oggi la carriera di Mastronardi evidenzia una ben precisa strategia di internazionalizzazione della sua figura pubblica e professionale, che la distingue dai percorsi di altre attrici e attori italiani della stessa generazione. Non si tratta di partecipazioni saltuarie in produzioni e coproduzioni mainstream, ma di un’impostazione specifica delle modalità di lavoro ed esposizione mediatica, che rispecchia l’intenzione di mantenere la posizione di tendenza guadagnata sulla scena internazionale, in uno spettro d’azione che va dalle produzioni indipendenti all’alta moda. Per alimentare tale visibilità si è rivelato particolarmente efficace un uso consapevole del suo profilo Instagram [fig. 7], che presenta un sapiente mix di foto personali e professionali, backstage e clip video, tutti corredati da citazioni e commenti perlopiù in inglese [fig. 8].

Il percorso dell’attrice è inoltre contraddistinto da ripetuti e progressivi smarcamenti dai ruoli ad alto tasso di tipizzazione, che continuano a caratterizzare la sua carriera: all’inizio, l’esigenza principale era quella di allontanarsi dall’ingombrante ombra di Eva e dall’immagine dell’adolescente acqua e sapone (questa urgenza traspare dalle numerose interviste che per anni si concentrano da un lato sulla necessità di ʻfar dimenticare Eva al pubblicoʼ - si veda ad esempio D’Addio, 2015), dall’altro su presunte ʻsvolte sexyʼ (vedi Cangioli 2010, un’intervista accompagnata da un servizio fotografico in lingerie a tema pole dance) e trasgressive (Donna Moderna, 2012). Successivamente, Mastronardi sembra comunque incastrata in ruoli di giovane adulta giudiziosa della porta accanto, spesso fidanzata o love interest del protagonista maschile; in questi casi, però, nonostante l’uniformità dei personaggi che le vengono affidati, la diversificazione dei prodotti in termini di genere, budget, destinazione e target getta le basi per una netta evoluzione della sua carriera. Roberta di Romanzo Criminale e Francesca di Master of None, pur restando ruoli di fidanzate, risultano svolte ugualmente determinanti anche se differenti, perché l’allontanano dal contesto generalista, determinando il suo ingresso in produzioni di culto, la prima nello scenario italiano e la seconda in quello internazionale.

Dal momento in cui decide di mettersi in gioco in ambito internazionale, principalmente americano, si aggiunge una nuova tipizzazione: quella dell’italiana. Come lei stessa commenta in alcune interviste, la sua nazionalità sembra destinarla a interpretare esclusivamente ruoli di italiana, o comunque di straniera, al di là dell’indubbia padronanza della lingua inglese:

Le produzioni americane hanno un’idea dell’Europa un po’ vaga. Mi sono presentata a un provino per un personaggio di “ragazza polacca”. Ho avvisato: sono italiana, non ho l’accento polacco. Mi hanno risposto: sono due Paesi europei, no? Allora va bene lo stesso (Nucini, 2017).

Tuttavia anche questa occorrenza non risulta finora eccessivamente limitante, grazie alla scelta di ruoli diversificati e non troppo stereotipati, dall’immigrata working class nell’Irlanda del primo Novecento di Titanic, alla diva dimenticata Pier Angeli di Life, alla pastaia appassionata di twist di Master of None. In particolare la concezione di Ansari del nostro Paese, non priva di stereotipi ma con elementi meno inflazionati rispetto alla tradizionale rappresentazione dell’italianità all’estero (la ricchezza cinematografica, specie il Neorealismo, quella musicale da Edoardo Vianello, a Mina, a Sergio Endrigo, e quella culinaria) si riverbera nella personalità del personaggio di Francesca, che Mastronardi ha contribuito a scrivere. È proprio quest’ultima interpretazione, unitamente al suo coinvolgimento nel mondo della moda, a lanciarla definitivamente come icona di stile, italiana più che ʻall’italianaʼ.

 

 

Bibliografia

Anonimo, ‘Alessandra Mastronardi: «Ho tradito, fumato una canna, fatto l’amore a una festa. E se i critici ce l’hanno con me, pazienza»’, Donna Moderna, 2012, ˂http://www.donnamoderna.com/news/cultura-e-spettacolo/alessandra-mastronardi˃

A. Cangioli, ‘Addio Garbatella. Mollo I Cesaroni e vado a NY’, GQ, novembre 2010, pp. 148-154.

A. D’Addio, ‘Alessandra Mastronardi: «Riuscirò a farvi dimenticare Eva»’, Io Donna, 13 marzo 2015, ˂http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2015/alessandra-mastronardi-intervista-12-50303329372.shtml˃

C. Morvillo, ‘Alessandra Mastronardi a Hollywood: «Mi manda Alec Baldwin»’, Io Donna, 25 luglio 2013,˂http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2013/alessandra-mastronardi-intervista-401561518245.shtml˃

S. Nucini, ‘Alessandra Mastronardi, italian princess’, Vanity Fair, 16 maggio 2017, ˂https://www.vanityfair.it/people/italia/2017/05/16/alessandra-mastronardi-master-of-none-netflix-fidanzato-copertina-vanity-fair˃