Il 1967 è un anno denso di avvenimenti nella costruzione di nuove grammatiche, tanto nell’ambito delle arti visive quanto in quello del teatro, ma anche nelle relazioni e nei contatti tra i due ambiti. Grammatica No Stop Teatro organizzata alla Libreria Feltrinelli da Nanni Balestrini e Achille Perilli il 2 marzo del 1967 è, ad esempio, un evento-spettacolo della durata di dodici ore che comprende testi, film, happenings, mostre, proiezioni, musiche e poesie e la partecipazione di artisti, scrittori, poeti, film maker, attori. Si evidenzia in questo caso, come in altri che hanno luogo nello stesso 1967, oltre al superamento dei confini tra ambiti e linguaggi, una ridefinizione e un ampliamento dell’identità degli spazi deputati. Oltre le gallerie, i teatri, le librerie, gli artisti frequentano nuovi luoghi, come il Piper di Roma e quello di Torino, aperti rispettivamente nel 1965 e il 1966, il Teatro Beat 72 a Roma o il Teatro Esse a Napoli, fondato da Gennaro Vitiello all’interno di un ex deposito di legno in Via Martucci, tutti spazi di aggregazione creativa e interdisciplinare. Dalla fine del 1966 al Beat 72 lavora Carmelo Bene che vi affronta la più intensa stagione produttiva della sua carriera; mentre al Piper pluriclub di Torino si succedono artisti e registi, fra i quali Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, Marisa Merz, Carlo Quartucci, Carmelo Bene, il Living Theatre (Cfr. la sezione incontro con dedicata al Piper presente in questo numero).
In questo 1967 nell’ambito del visivo gli eventi espositivi pongono le basi per nuove discussioni connesse all’azione, alla partecipazione e alla funzione dell’arte che saranno oggetto di dibattito anche in occasione di mostre e convegni. Nella personale Il Giardino e i giuochi, organizzata tra marzo e aprile del 1967 alla Galleria L’Attico di Roma, Jannis Kounellis espone, tra le altre cose, una serie di grandi rose di stoffa applicate alla tela con bottoncini automatici e circondate da cornici di gabbie di uccelli vivi, marcando il passaggio a materiali extra pittorici e allo spazio reale. A maggio e giugno L’impatto Percettivo ad Amalfi (a cura di Alberto Boatto e Filiberto Menna) e Fuoco, Immagine, Acqua, Terra a Roma, alla Galleria L’Attico (con una presentazione dello stesso Boatto e di Maurizio Calvesi) si pongono come antecedenti del discorso sulla relazione tra visivo e performativo legato alla riflessione critica di Germano Celant che a settembre cura la collettiva Arte Povera/Im Spazio, alla Bertesca di Genova. È in questi mesi che Celant conia il termine ‘arte povera’ sancendo la vicinanza tra la ricerca di alcuni artisti operanti tra Roma e Torino e alcuni aspetti del teatro povero di Jerzy Grotowski. Pochi mesi prima, a luglio, nell’ambito del XX Festival dei Due Mondi di Spoleto, vi era stato il debutto italiano di Grotowski con la messa in scena de Il principe Costante. L’interpretazione di Ryszard Cieślak impatta l’immaginario visivo della critica teatrale italiana a tal punto che Sipario gli dedica la prima di copertina del numero 254 del giugno 1967 con un’intensa foto di scena dai colori modificati.
A dimostrazione dell’importanza di questo 1967 per il teatro di ricerca la rivista Sipario conosce un momento di grande varietà tematica e dibattito, specchio della politica culturale del direttore Franco Quadri. Sulle pagine del numero di marzo vengono pubblicati alcuni estratti de L’oggetto ansioso di Harold Rosenberg, in cui si celebra l’unione arte-vita, e diversi articoli sugli happenings e sull’attività di Grotowski, anche attraverso interviste e commenti dei suoi collaboratori, come era già avvenuto nel doppio numero di luglio-agosto del 1965, con frammento di intervista di Eugenio Barba a Grotowski, e nell’aprile del 1966 con la traduzione di un articolo di Ludwig Flaszen sul metodo del regista polacco. Intanto, dal 9 al 14 giugno 1967 al Centro Olivetti di Palazzo Canavese di Ivrea si svolge il Convegno di Ivrea, organizzato dai quattro critici Bartolucci, Fadini, Quadri, Capriolo. Sono coinvolti fra gli altri Carmelo Bene, Mario Ricci, Sylvano Bussotti, Carlo Quartucci, Eugenio Barba, Leo De Bernardis e Perla Peragallo. Gli ultimi ripropongono lo spettacolo con cui avevano esordito come duo artistico il 21 aprile dello stesso anno al Teatro alla Ringhiera di Roma: La faticosa messinscena dell’Amleto di Shakespeare. Al termine del Convegno Carlo Quartucci viene chiamato a collaborare ad un progetto che ragiona sul dialogo tra visivo e performativo. Il risultato è uno spettacolo in cui il regista lavora per la prima volta con un dispositivo scenico di un artista: Majakovskij e C. alla Rivoluzione d’ottobre viene presentato al Teatro Alfieri di Torino tra settembre e novembre del 1967 con una elaborazione drammaturgica di Ettore Capriolo, Edoardo Fadini, Roberto Lerici, Marco Parodi, lo stesso Quartucci e le scene di Magdalo Mussio.
Data |
Luogo |
Artista/gruppo |
Azione: titolo spettacolo, mostra, istallazione articolo |
inverno 1966-giugno 1967 |
Torino, Unione Culturale |
Compagnia Teatro Gruppo |
Letture-spettacolo per la storia del teatro contemporaneo (Vitrac, Dada e i surrealisti, Teatro di guerriglia spagnolo, Espressionismo, Teatro della crudeltà, Teatro del New Deal), regia, scene e costumi di Carlo Quartucci; attori: Laura Panti, Marco Parodi, Giampiero Fortebraccio, Piero Domenicaccio, Roberto Vezzosi, Luigi Castejon |
|
Genova, Italsider |
Compagnia Filodrammatica dell'Italsider |
George Dandin, di Molière regia di Carlo Quartucci |
gennaio |
Milano, in Sipario, XXII, n. 249, gennaio 1967, pp.7-8 |
Martin Esslin |
‘Happening e teatro del futuro’ |
20 gennaio-20 febbraio |
Torino, Gallerie Notizie |
Luciano Fabro; Carla Lonzi (cat. a cura di) |
Luciano Fabro
Cfr. l’articolo di Lara Conte nella sezione saggi di questo numero. |
23-24 gennaio |
Roma, Teatro dei Satiri |
Gruppo Musica Elettronica Viva; Compagnia del Teatro Musicale di Roma |
I Concerti del Marcatrè: Prossimamente, di Vittorio Gelmetti con la partecipazione di Lucio Franzoni e Gianfranco Baruchello; Il Pacco Dono di Gianfranco Baruchello; Don't trade here, di Giuseppe Chiari; Impersonation, di Frederic Rzewski |
25 gennaio |
Napoli, Centro Teatro Esse |
Gennaro Vitiello |
Tardieu 6, da Jean Tardieu; regia, traduzione e adattamento Gennaro Vitiello; scena Giovanni Girosi; realizzazione scenica Giovanni Girosi, Angelo De Falco, Carlo De Simone; costumi Odette Nicoletti; con Davide Maria Avecone, Ciro d’Angelo, Paolo Falace, Silvana Buzzo, Antonietta Lambroni, Giancarlo Palermo |
marzo |
Milano, in Sipario, XXI, n. 251, marzo 1967 p. 17 |
Harold Rosenberg |
‘Arte-oggetto e arte-evento’ |
2 marzo |
Roma, Libreria Feltrinelli |
Toti Scialoja, Giuseppe Chiari, Alfredo Giuliani, Alberto Grifi, Arrigo Montanari, Giordano Falzoni e Daniela Caroli, Vittorio Gelmetti, gruppo MEV, Gastone Novelli, Nanni Balestrini, Emiliano Tolve, Giordano Falzoni, Achille Perilli, Sylvano Bussotti, Alfredo Leonardi, Giorgio Turi, Roberto Capanna, Silvio Loffredo, Giancarlo Nanni, Mario Ricci ; Nanni Balestrini, Achille Perilli (a cura di) |
Grammatica No Stop Teatro
Cfr. l’articolo di Roberta Ferraresi nella sezione saggi di questo numero. |
4 marzo |
Roma, Galleria la Tartaruga, Studio dell'artista, strada |
Eliseo Mattiacci, studenti dell'Istituto Statale di Arte |
Tubo Percorso Azione (azione) |
6 marzo |
Torino, Piper Club |
Michelangelo Pistoletto |
La fine di Pistoletto
Cfr. l’articolo di Luigia Lonardelli e all’Incontro con il Piper presenti in questo numero. |
11 marzo-13 aprile |
Roma, Galleria l’Attico |
Jannis Kounellis, Alberto Boatto |
Il giardino e i giuochi
Si veda l’approfondimento. |
13 marzo |
Torino, Teatro Unione Culturale |
Compagnia del Living Theatre |
Antigone, da Sofocle, di Bertolt Brecht; regia Julian Beck, Judith Malina; con Julian Beck, Judith Malina, Jenny Hecht, Carl Einhorn, Hans Echnaton Schano, Henry Howard, Steven Ben Israel, Steve Thompson, William Shari, Rufus Collins, Petra Vogt, Mary Mary, Roy Harris, Frank Hoogeboom, Sandy Van der Linden, Cal Barber, Günter Pannewitz, Luke Theodore, James Tiroff, James Anderson, Pamela Badike, Gene Gordon |
14 marzo |
Palermo, Teatro Club |
Compagnia del Teatro gruppo |
A proposito del Teatro della crudeltà, su testi di Jarry, Artaud, Genet, Weiss; regia e impianto scenico Carlo Quartucci; attori: Laura Panti, Marco Parodi, Saviana Scalfi, Vittorio Artesi |
20 marzo |
Roma, Teatro Beat 72 |
Carmelo Bene |
Amleto o le conseguenze della pietà filiale, da William Shakespeare e Jules Lafourge; regia e adattamento Carmelo Bene; con Carmelo Bene, Adriano Bocchetta, Piero Napolitano, Pino Prete, Andrea Moroni, Carla Tatò, Luigi Mezzanotte, Lydia Mancinelli, Edoardo Florio, Margherita Puratich, Manlio Nevastri |
25 marzo |
Roma, Dioniso Teatro Club |
Gian Carlo Celli, Dioniso Teatro |
Rito laico beat dei Sepolcri con Antonio Azzolini, Lydia Biondi, Luca Bracci, Gian Carlo Celli, Roberto De Angelis, Ferruccio De Filippi, Massimo De Feo, Sergio Doria, Sophie Marland, Vincenzo Sartini, Carlo Silvestro, Max Spaccialbelli
Si veda l’approfondimento.
|
31 marzo |
Roma, Rassegna Avanguardia Musicale II, Accademia Filarmonica Romana, Sala Casella |
Frederic Rzewski |
Portrait con Carol Plantamura |
8 aprile 1967 |
Roma, Dionisio Club Teatro |
Gian Carlo Celli, Dioniso Teatro |
Sette Fluxpieces, di B. Vautier; coordinamento Gian Carlo Celli; ambientazione Ferruccio de Filippi; con Lydia Biondi, Gian Carlo Celli, Sophie Marland, Max Spaccialbelli |
10 aprile |
Roma, Teatro Beat 72 |
Carmelo Bene |
Salvatore Giuliano, vita di una rosa, regia di Carmelo Bene; attori: Lydia Mancinelli, Carla Tatò, Luigi Mezzanotte |
13 aprile |
Roma, Galleria L'Attico |
Jannis Kounellis |
Senza titolo, (azione) |
21 aprile |
Roma, Teatro alla Ringhiera |
Leo de Bernardis, Perla Peragallo |
La faticosa messinscena dell’Amleto di Shakespeare, di e con Leo de Berardinis e Perla Peragallo; regia Leo de Berardinis e Perla Peragallo
Si veda l’approfondimento. |
26-28 aprile |
Torino, Galleria Il Punto; Teatro Stabile, Sala delle Colonne |
Ben Vautier, Ugo Nespolo, Gian Emilio Simonetti, Ferrero Martelli, Bergamasco, Arrigo Lora Totino, Volpini, Pietropaoli, Edoardo Sanguineti, Alighiero Boetti, Mario Diacono, Enrico Filippini, Antonio Porta |
Le Mots et Les Choes, concerto Fluxus, con Gianni-Emilio Simonetti, Ugo Nespolo, Gianni Sassi, Carlo Gaia, Ben Vautier |
28 aprile |
Napoli, Centro Teatro Esse |
Edoardo Sanguineti, E. Miccini, Achille Bonito Oliva, Lamberto Pignotti, Gennaro Vitiello |
Spa-sa-mi-oli-pi, di Adriano Spatola, Edoardo Sanguineti, Eugenio Miccini, Achille Bonito Oliva, Lamberto Pignotti; regia Gennaro Vitiello; scene Angelo De Falco, Carlo De Simone; realizzazione Angelo De Falco, Carlo De Simone, Giovanni Girosi; costumi Odette Nicoletti; musiche ed effetti sonori Sergio de Sanctis e Arturo Morfino; con Davide Maria Avecone, Adriana Cipriani, Ciro d’Angelo, Tony Fusaro |
aprile |
Napoli, in Linea sud, IV, nn. 5-6, aprile 1967, snp |
Redazione, Tadeusz Kantor |
‘Le Manifeste du Théâtre Zero’ |
aprile |
Milano, in Sipario, XXII, n. 252, aprile 1967, p.30 |
Franco Quadri |
‘La proposta del Living nel segno di Antonin Artaud’ |
1 maggio |
Roma, Teatro Club Orsoline 15 |
Mario Ricci |
Edgar Allan Poe, di Mario Ricci; regia Mario Ricci; scene Claudio Previtera; con Sabina de Guida, Angela Diana, Deborah Hayes, Claudio Previtera, Sara di Nepi, Tonino Campanelli
Si veda l’approfondimento. |
maggio |
Amalfi, Arsenale della Città |
Alberto Boatto, Filiberto Menna ( a cura di) |
L’impatto percettivo |
maggio |
Fano |
Gianfranco Baruchello |
La quindicesima riga, (happening) |
maggio |
Roma |
Gianfranco Baruchello |
La descrizione del gran paese, messa in scena di gruppo con testi di Edoardo Sanguineti; musica Vittorio Gelmetti; scene Gianfranco Baruchello |
15 maggio |
Roma, Teatro Club Orsoline |
Mario Ricci |
Edgar Allan Poe, di Mario Ricci; regia Mario Ricci; scene Claudio Previtera; attori: Sabina de Guida, Angela Diana, Sara di Nepi, Deborah Hayes, Tonino Campanelli, Claudio Previtera |
16 maggio 1967 |
Torino, Piper Club |
Alighiero Boetti, Anne Marie Suzeau Boetti, Pietro Gilardi, Enrico Colombotto Rosso |
Beat Fashion Parade
Cfr. l’Incontro con il Piper presente in questo numero |
6 giugno |
Genova, Galleria La Bertesca |
Fluxus ( Gianni Emilio Simonetti, Gianni Sassi, Sergio Albergoni, Ugo Nespolo) |
Concert Fluxus, con Gianni Emilio Simonetti, Gianni Sassi, Sergio Albergoni, Ugo Nespolo |
giugno |
Torino, Unione Culturale |
Giuseppe Chiari |
La Folla solitaria, di Giuseppe Chiari, messa in scena per 16 attori, un pianista, un pittore e un operatore cinematografico |
8 giugno |
Roma, Galleria l’Attico |
Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Pino Pascali, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Piero Gilardi; Maurizio Calvesi, Alberto Boatto (a cura di) |
Fuoco, Immagine, Acqua, Terra |
9-14 giugno |
Ivrea, Centro Olivetti di Palazzo Canavese |
Corrado Augias, Giuseppe Bartolucci, Marco Bellocchio, Carmelo Bene, Cathy Berberian, Sylvano Bussotti, Antonio Calenda, Virginio Gazzolo, Ettore Capriolo, Liliana Cavani, Leo De Berardinis, Perla Peragallo, Massimo De Vita, Nuccio Ambrosino, Edoardo Fadini, Roberto Guicciardini, Roberto Lerici, Sergio Liberovici, Emanuele Luzzati, Franco Nonnis, Franco Quadri, Carlo Quartucci, il Teatrogruppo, Carmelo Bene, Eugenio Barba, Dario Fo, Luca Ronconi, Giuliano Scabia, Aldo Trionfo |
Incontro sul Nuovo Teatro
Si veda l’approfondimento. |
giugno |
Torino, Unione Culturale |
Odin Teatret |
Ornitofilene (alcuni pezzi dello spettacolo/dimostrazione pratica di alcuni esercizi di training), regia Eugenio Barba; con Anne Trine Grimnes, Else Marie Laukvik, Tor Sannum, Torgeir Wethal |
24 giugno |
Roma, Calcografia Nazionale |
Luca Patella, Vittorio Gelmetti; Alberto Boatto ( a cura di) |
Mostra personale |
giugno |
Roma, Compagnia del teatro musicale da camera |
Sylvano Bussotti, Aldo Braibanti |
Tema-variazioni, Geografia francese e Poema oggetto in due parti, Aldo Bruzzichelli Editore |
2-6 luglio |
Spoleto, XX Festival dei Due Mondi di Spoleto, Teatro Ridotto |
Compagnia del Teatr Laboratorium di Wrocław |
Il principe costante, di Calderon de la Barca-Słowacki; direzione letteraria Ludwik Flaszen; regia Jerzy Grotowski; architettura scenica Jerzy Gurawski; costumi Waldemar Krygier; con Ryszard Cieślak, Rena Mirecka, Antoni Jaholkowski, Maja Komorowska, Mieczysław Janowski, Stanisław Scierski
Si veda l’approfondimento. |
luglio |
Milano, in Sipario, XXII, n. 255, luglio 1967, p.4 |
Guido Boursier |
‘A convegno il teatro di domani’ |
2 luglio-1 ottobre |
Foligno, Palazzo Trinci |
Lucio Fontana, Ettore Colla, Getulio Alviani, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Tano Festa, Piero Gilardi, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Romano Notari, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Paolo Scheggi, Gruppo MID, Gruppo N, Gruppo T; Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Maurizio Calvesi, Germano Celant, Giorgio de Marchis, Gillo Dorfles, Christopher Finch, Udo Kultermann, Giuseppe Marchiori e Lara Vinca Masini (a cura di) |
Lo Spazio dell'immagine |
15 luglio-30 settembre |
San Marino, VI Biennale d'arte, Palazzo dei Congressi |
Getulio Alviani, Franco Angeli, Rodolfo Aricò, Gianfranco Baruchello,Enrico Castellani,Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Gruppo N, Gruppo T, Gruppo Uno, Pino Pascali, Luca Patella, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella, Paolo Scheggi, Mario Schifano; Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Umbro Apollonio, Carlo Dell’Acqua, Lonferrini e Rossi; Maurizio Calvesi, Giulio Argan, Maurizio Fagiolo Dell'Arco, Halm e Klaus ( a cura di) |
Nuove tecniche d’Immagine |
8-18 agosto |
Fiumalbo, strada |
Claudio Parmeggiani, Adriano Spatola |
Parole sui muri (azione) |
.27 settembre-20 ottobre 1967 |
Genova, Galleria la Bertesca |
Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Emilio Prini,Giulio Paolini, Pino Pascali, Eliseo Mattiacci, Renato Mambor, Umberto Bignardi, Mario Ceroli; Germano Celant (a cura di) |
Arte Povera/IM Spazio
Si veda l’approfondimento. |
30 settembre |
Torino, Teatro Alfieri |
Teatro Gruppo |
Majakovskij e C. alla rivoluzione d’ottobre, su testi di Majakovskij, Gogol, Blok, Esénin, Ejzenštejn, Tatlin, Malevič, Lenin, Vetrov; elaborazione drammaturgica Ettore Capriolo, Edoardo Fadini, Roberto Lerici, Marco Parodi, Carlo Quartucci; regia Carlo Quartucci; dispositivo scenico Magdalo Mussio; consulenza musicale Luigi Pestalozza; con Luigi Castejon, Piero Domenicaccio, Nestor Garay, Massimo Castri, Laura Panti, Marco Parodi, Roberto Vezzosi |
30 settembre-5 novembre |
Parigi, V Biennale d'arte di Parigi |
Mario Ceroli, Tano Festa, Jannis Kounellis, Enzo Mari, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Luca Patella; Palma Bucarelli, Giuseppe Bartolucci (a cura di) |
Section italienne |
9 ottobre |
Venezia, Teatro La Fenice |
Odin Teatret |
Kaspariana, da Ole Sarvig; regia Eugenio Barba; con Jan Erik Bergström, Anne Trine Grimnes, Lars Göran Kiellstedt, Else Marie Laukvik, Iben Nagel Rasmussen, Dan Nielsen, Torgeir Wethal |
26 ottobre |
Roma, Teatro alla Ringhiera |
Nanni Balestrini |
Illuminazione, di Nanni Balestrini; regia Mario Ricci; scene Giancarlo Bignardi; con Deborah Hayes, Angela Diana, Claudio Previtera, Tonino Campanelli, Marilù Gleyeses, Vivian Lombroso, Franco Castaldi, Marco Romizi
Cfr. https://nuovoteatromadeinitaly.sciami.com/mario-ricci-illuminazione-1967/. |
4 novembre |
Roma, Teatro del Leopardo |
Claudio Remondi |
Voulez vous jouer avec moi?, di Marcel Achard; regia Claudio Remondi e Renato Frontini; scene e costumi Silvana Silvestri; attori: Francesco Gerbasio, Federica Giulietti, Marcel Rayez, Claudio Remondi |
novembre |
Roma, Teatro di via Belsiana |
Luca Patella, Carlo Cecchi |
Cammina! (o Camminare?), (azione) |
11 novembre |
Roma Galleria, Galleria l’Attico |
Jannis Kounellis |
Jannis Kounellis |
novembre- dicembre |
Roma, Teatro di via Belsiana |
Mario Schifano, Luca Patella, Tano Festa, Franco Angeli |
Esperienza, (happening) |
17 novembre |
Bologna, Studio Bentivoglio |
Pier Paolo Calzolari |
Il filtro; Benvenuto all'angelo |
novembre |
Genova, Galleria la Bertesca |
Gruppo Fluxus ( Gianni Emilio Simonetti, Gianni Sassi, Ugo Nespolo, Alessando Albergoni) |
Concerto Fluxus- Arte totale |
novembre-dicembre |
Milano, in Flash Art, n.1, 1967, snp |
Germano Celant |
Arte povera. Note per una guerriglia'
Si veda l’approfondimento. |
dicembre |
Napoli, Executive Club |
Mario Santella, Maria Luisa Santella |
Experiment action-experimenta(c)tion, di Mario Santella con la collaborazione di Maria Luisa Santella; regia Mario Santella; con Mario Santella, Tommaso Bruno, Giovita Carbone, Pio Contesso, Stefano di Stefano, Claudio Menegozzo, Rita Montes, Gerardo Pedicini |
|
|
|
|
4 dicembre |
Torino, Galleria Stein, Galleria Il Punto, Galleria Sperone |
Getulio Alviani, Alighiero Boetti, Aldo Mondino, Luciano Fabro, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Paolo Scheggi, Ugo Nespolo, Gianni Emilio Simonetti, Gilberto Zorio; Daniela Palazzoli (a cura di) |
Con temp l’Azione |
15 dicembre |
Napoli, Centro Teatro Esse |
Gennaro Vitiello |
I Cenci, di Antonin Artaud; regia e adattamento Gennaro Vitiello; scena Giovanni Girosi; realizzazione Alfredo Abbisogno; costumi Odette Nicoletti; musiche originali Sergio de Sanctis, Arturo Morfino; direzione delle luci Lello Solli; con Davide Maria Avecone, Mario De Luca, Adriana Cipriani, Tony Fusaro, Maria Elena Vincenti, Dely de Majo, Giulio Baffi, Sergio de Sanctis, Angelo Baldroccovich
Cfr. l’articolo di Mimma Valentino nella sezione saggi di questo numero. |
28 dicembre |
Roma, Piper Club |
Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli |
Grande angolo sogni & stelle |
dicembre |
Villa Margherita, Genova |
Emilio Prini |
Identico Alieno Scambiato, (azione) |
29 dicembre |
Roma, Teatro del Leopardo |
Claudio Remondi |
Una cronaca borghese; Come una rondine; I figli di Dio, di Renato Frontini; regia Claudio Remondi e Renato Frontini; attori: Marina Yaru, Federica Giulietti, Claudio Remondi, Marcel Rayez, Gianfranco Mazzoni, Guido Garfin |
|
|
Alfredo Leonardi |
Organum Multiplum, con una colonna sonora di Giuseppe Chiari e Alla Bryant, Alvin Curran, Vittorio Gelmetti e Frederic Rzewski; Se l’inconscio si ribella, con la musica di Peter Hartman e la partecipazione di Cathy Berberian e Carlo Cecchi |
dicembre |
Torino, Piper Club |
Michelangelo Pistoletto |
La fine di Pistoletto
Cfr. l’Incontro con il Piper presente in questo numero. |
dicembre |
Genova, in Marcatré, V, dicembre 1967, p. 38 |
Achille Bonito Oliva |
‘Autonomia del segno nella formulazione di campo’ |
|
Roma, Milano, Trieste, Napoli |
Nascita del cinema underground italiano |
Film Studio; Club del Nuovoteatro e del Cineclub di Brera; Cappella Underground; Teatro Instabile, (inaugurazione) |
|
Firenze, strada |
Gruppo 70 |
Volantini sulla strada (azione) |
|
Firenze, Autostrada del sole |
Gruppo 70 |
Approdo (azione) |
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Genova, in strada |
Emilio Prini |
Senza titolo (azione) |
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Genova, Galleria La Bertesca |
Emilio Prini, Grazia Austoni |
Ipotesi sullo spazio totale |
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Torino, appartamento di Marisa Merz |
Marisa Merz |
La Conta, 16mm film, trasferita in un video, b/w, senza audio di 2:44 min
Cfr. l’articolo di Lara Conte nella sezione saggi di questo numero. |
|
Milano |
Alberto Boatto |
Pop art in USA, Lerici |
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Torino |
Michelangelo Pistoletto |
Le ultime parole famose, Editore Tipolito |
Approfondimenti
Roma, 25 marzo 1967. Rito laico beat dei Sepolcri, di Gian Carlo Celli (Fig. 1)
con Antonio Azzolini, Lydia Biondi, Luca Bracci, Gian Carlo Celli, Roberto De Angelis, Ferruccio De Filippi, Massimo De Feo, Sergio Doria, Sophie Marland, Vincenzo Sartini, Carlo Silvestro, Max Spaccialbelli.
Rito laico beat dei Sepolcri è un lavoro itinerante, in tre ‘stazioni’, organizzato dal Dioniso Teatro Club di Gian Carlo Celli, a Roma, il 25 marzo 1967. L’appuntamento è per le cinque di pomeriggio, al Cimitero Acattolico fuori Porta Ostiense; racconta Giuseppe Bartolucci che l’azione consisteva nella condivisione di brani appartenenti a «una linea diciamo positivistica illuministica protestataria» davanti alle tombe di Keats, Shelley, Humboldt, da parte di giovani attori. Poi, un corteo di auto conduce alla seconda tappa, davanti alla statua di Giordano Bruno in Campo dei Fiori, nel pieno del mercato, per un’azione simile che si concluderà con l’intervento delle forze dell’ordine. Infine, ci si ritrova alla sera, nella sede del gruppo in via Madonna dei Monti, per discutere sull’accaduto.
Questo lavoro rappresenta, per tanti versi, una soglia nel percorso di Celli e del Dioniso. Dopo vari esperimenti di ‘teatro-assemblea’, con cui si erano cimentati fin dalla fondazione nel ‘65; a seguito di una serie di ‘poetry session’ che avevano coinvolto attivamente autori e pubblico; e a un passo dalla contestazione che nei mesi successivi li vedrà impegnati in prima linea – da Spoleto a Milano alla Sardegna –, Rito laico beat dei Sepolcri è uno dei primi casi in cui il teatro viene testato come possibile strumento, non solo di partecipazione in campo artistico, ma di lotta politica vera e propria. RF
Roma, Teatro alla Ringhiera, 21 aprile 1967. La faticosa messa in scena dell’Amleto di William Shakespeare (Fig. 2)
La faticosa messa in scena dell’Amleto di William Shakespeare di e con Leo de Berardinis e Perla Peragallo, segna l’inizio del sodalizio artistico di Leo de Berardinis e Perla Peragallo, tra i protagonisti del Nuovo Teatro. La drammaturgia dello spettacolo, presentato presso il Teatro alla Ringhiera il 21 aprile 1967, si gioca sull’accostamento dicotomico di due elementi: la dimensione performativa del teatro e le immagini registrate proiettate dai tre schermi che demarcano lo spazio scenico. Muovendo da una simile impostazione, la coppia rilegge il dramma di Amleto come una metafora della condizione di isolamento dell’uomo e, soprattutto, dell’artista. Come osserva Bartolucci (1968), ci troviamo di fronte a «un “oggetto teatrale” […] ove il materiale drammaturgico “classico” è riferito tra parentesi, non tanto cioè come contestazione di se stesso o del modo in cui è stato rappresentato, ma come proiezione di un lavoro da svolgere in sede drammaturgica aperta. MV
10-12 giugno 1967: il Convegno di Ivrea (Fig 3)
Al Centro Olivetti di Palazzo Canavese, a Ivrea, nel giugno del 1967, si svolge il convegno Per un nuovo teatro, organizzato da quattro ‘nuovi critici’ quali Giuseppe Bartolucci, Ettore Capriolo, Edoardo Fadini, Franco Quadri.
Allo scopo di arrivare – anche nel campo delle arti sceniche – alla ‘contestazione assoluta e totale’, numerosi artisti e intellettuali, non solo teatrali, vengono invitati a intervenire sull’avvento dei nuovi linguaggi, sul rinnovamento del pubblico, sull’urgente cambiamento delle istituzioni. Ciò nonostante, le giornate saranno cadenzate da crescenti contrasti, gli atti non saranno mai pubblicati e l’associazione che nascerà non entrerà mai praticamente in funzione: l’iniziativa appare da tanti punti di vista un fallimento, anche agli occhi dei suoi stessi protagonisti.
Tuttavia, il Convegno di Ivrea rappresenta comunque un passaggio-chiave per la storia del Nuovo Teatro italiano. È in quei giorni, infatti, che vengono portate a emergere per la prima volta complessivamente le tendenze – estetiche, politiche, critiche – che a quell’altezza, nel nostro Paese, stavano cambiando radicalmente il mondo dello spettacolo. Si confrontino Beronio (2018) e Visone (2010). RF
Genova, Galleria La Bertesca, Genova, 27 settembre - 20 ottobre 1967. Arte povera Im-Spazio a cura di Germano Celant Fig. 4)
Nel settembre del 1967, nel suo intervento in catalogo per la mostra Arte Povera – Im Spazio alla Galleria la Bertesca di Genova, Celant evidenzia il passaggio di alcune ricerche coeve da una concezione frontale e tradizionale dello spazio dell’opera, a una più complessa, concepita come campo di forze in cui forme e materiali non rimangono fermi ma si comportano. In mostra riunisce i artisti della scena romana e alcuni artisti attivi nell’ambiente torinese legato alla galleria di Gian Enzo Sperone, radunando ricerche caratterizzate dall’uso di materiali ‘poveri’, cioè comuni, banali, composti e inseriti nello spazio in modo da creare forme, oggetti e situazioni tautologiche e ‘vive’. Le opere, infatti, nella diversità delle ricerche, si caratterizzano per una riduzione del linguaggio al minimo, all’archetipo dei materiali e delle forme, secondo una tendenza già individuata da Celant nelle ricerche discusse nel settembre del 1967 in un articolo pubblicato su Casabella, quando indica due tendenze principali nell’arte del periodo: una visuale, l’altra oggettiva (o pop). L’evento genovese rimarca insomma una direzione precisa nella scelta del giovane critico – che mostra, con poche eccezioni, opere già esposte – in direzione di una povertà fortemente legata, almeno in questa fase germinale, al teatro povero di Grotowski.
«Noi componiamo una parte come un sistema di segni che sveli ciò che si nasconde dietro la maschera della visione convenzionale: la dialettica del comportamento umano», scrive ad esempio Grotowski (1970, p. 23), e Celant (1967) dall’altro canto, a proposito del ‘modo di comportarsi povero’: «un esserci […] che predilige l’essenzialità informazionale, che non dialoga né col sistema sociale, né con quello culturale, che aspira a presentarsi improvviso, inatteso […] teso al reperimento del significato fattuale del senso emergente del vivere dell’uomo». Dunque, le due visioni condividono l’idea di un’essenzialità portatrice di significati profondi, legati all’esperienza diretta, lontani da ogni sovrastruttura per ricominciare a conoscere «il presente e il mondo» (Celant, 1967a e 1967b). CSC
Spoleto, Festival dei Due Mondi, 2-6 giugno 1967. Il principe costante di Calderón-Słowacki per la regia di Jerzy Grotowski (Fig.5)
Il Principe costante di Calderón-Słowacki è la prima messinscena di Jerzy Grotowski ad approdare in Italia al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Lo spettacolo scuote profondamente pubblico e critica: recitato interamente in polacco e pensato per pochi spettatori, il dramma passa attraverso l’intensità del contatto umano e la straordinaria intensità degli attori, su tutti il protagonista Ryszard Cieślak. Esplode così, anche nel nostro Paese, l’attenzione per la nuova teoria del ‘teatro povero’, già oggetto di una prima, circoscritta diffusione in contesto editoriale. Il testo-manifesto Per un teatro povero – che l’artista considera il programma del Principe costante – verrà pubblicato sempre nel 1967 sul primo numero della rivista Teatro; e di lì a poco sarà la volta del libro omonimo, edito per i tipi di Bulzoni. Ma al tempo del debutto al Festival di Spoleto, mentre l’Europa celebrava l’avvento di un nuovo maestro della regia, Grotowski è già da un’altra parte: su una strada, intrapresa dal ’63 proprio nelle prove di questo lavoro insieme a Cieślak, che lo condurrà oltre lo spettacolo, lontano dal palcoscenico, alla ricerca di un altro valore delle arti performative, concepite anzitutto come strumenti di lavoro su di sé. Si confronti Mango (2008) e Ruffini (2009). RF
Roma, Galleria l’Attico, 11 marzo-13 aprile 1967. Jannis Kounellis, Il giardino e i giuochi (Fig 6)
L’11 marzo del 1967 la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini inaugura la personale di Jannis Kounellis Il giardino e i giuochi. Racconta Alberto Boatto (1967) introducendo la mostra: «l’effetto è di penetrare in un giardino congelato da un sogno in vena di allegorie, di stilizzazione e di purismo». Delle rose di cotone ritagliate sono applicate ai supporti in tela con dei bottoni automatici, alcune hanno la cornice sonora, olfattiva e vivente di gabbie con uccelli vivi. Boatto le definisce immagini «a funzionamento interno», lo stesso meccanismo che attiva i ‘giuochi’. Tra questi, oltre i trenini e gli specchi, quello più surreale inscenato da Kounellis – che lo agisce in occasione dell’apertura della mostra – è una cassa aperta posta in posizione verticale, abitabile da un corpo adulto, che presenta, all’altezza dell’ipotetica testa, uno specchio. Scrive Boatto: «L’immagine resta ancora un veicolo per indicare un altrove» (Boatto 1967). CSC
Roma, Teatro Alla Ringhiera, 26 ottobre 1967. Edgar Allan Poe e Illuminazione (Fig. 7)
L’affiche degli spettacoli Edgar Allan Poe e Illuminazione, entrambi del 1967, riflette molti elementi propri alla poetica di Mario Ricci e del suo gruppo.
Il ‘gioco’ irriverente e combinatorio nello spirito delle avanguardie offre innanzitutto un esempio di collage che accosta elementi eterogenei; allo stesso tempo fornisce, nello medesimo spirito ludico, informazioni esaustive sugli artisti collaboratori.
Rispetto al collage, si tratta di un procedimento intrinseco alla figura della marionetta, le cui parti anatomiche possono essere invertite, s-combinate, ricombinate a piacere; ma in Edgar Allan Poe di collage si tratta anche nella drammaturgia, assemblata da testi diversi, nella partitura sonora composta di suoni rumori voci, nelle proiezioni che frantumano l’immagine e ricreano visioni simultanee di piani diversi. In altri spettacoli di Ricci le figure degli attori vengono mescidate a foto degli stessi performer o a disegni, il quadro visivo viene scomposto e ricomposto grazie a solidi che mostrano alternativamente facce diverse. Persino la sua più diffusa biografia si intitola ‘Collage per una automitobiografia’. Appena necessario ricordare l’importanza del collage per tanti filoni delle avanguardie (Cfr. l’articolo di Martina Rossi presente in questo numero).
Gli attori ‘reali’ vengono trasfigurati da luce e proiezione cinematografica in Illuminazione.
I ‘crediti’ riportati in affiche (ma evidentemente il collage consente di evitare un ordine prestabilito):
Mario Ricci e il suo gruppo - presenta - teatrino-club - Alla Ringhiera - dal 26 ottobre 1967 h. 21.15 – films Giorgio Turi Roberto Capanna Umberto Bignardi – il gruppo: Debora Hayes Angela Diana Vivian Lombroso Marilù Gleyeses Tonino Campanelli Claudio Previtera Franco Cataldi Marco Romizi – suono luci Luigi Perrone – scene Umberto Bignardi Claudio Previtera – Mario Ricci Edgar Allan Poe – Nanni Balestrini Illuminazione – uno spettacolo L. 1000.
Fumetti messi in bocca ad immagini di varia origine (dalla storia dell’arte al teatro di paesi extraeuropei alle missioni spaziali, all’allusione a L’invasione degli ultracorpi… nel gioco di sostituzione con i volti degli artisti del gruppo.
Per la ricostruzione di Illuminazione rinviamo al Focus da noi curato in Sciami-Nuovo Teatro Made in Italy (Grazioli 2017). L’audio di Edgar Allan Poe è reperibile nel sito http://marioricci.net/spettacoli/edgar-allan-poe-2 (con montaggio di immagini, tra le quali una scena dove le attrici agiscono come burattini). CG
Bibliografia
G. Bartolucci, ‘La luce movimento/rumore di De Berardinis-Peragallo’, in Id., La scrittura scenica, Roma, Lerici, 1968, p. 50.
D. Beronio, C. Tafuri (a cura di), Ivrea 50. Mezzo secolo di Nuovo Teatro in Italia, atti del convegno, Genova, Akropolis Libri, 2018.
A. Boatto, ‘A rose is …’, in N.D., Kounellis. Il giardino e i giuochi, catalogo della mostra Roma, Galleria L’Attico, Roma 1967, s.p..
G. Celant, ‘Arte Povera appunti per una guerriglia’, Flash Art, 5, 1967, s.p..
G. Celant, ‘Arte Povera’ in Id. (a cura di), Arte Povera – Im Spazio, catalogo della mostra, Genova, Galleria La Bertesca, 1967 [ripubblicato in Id. (a cura di), Arte Povera. Storia e storie, Milano, Electa 2011].
G. Celant, ‘Im spazio a Foligno’, Casabella, Anno XXXI, n. 318, settembre 1967.
C. Grazioli, ‘Mario Ricci. Illuminazione. 1967’, Sciami. Nuovo teatro made in Italy dal 1963, 30 maggio 2017, <https://nuovoteatromadeinitaly.sciami.com/mario-ricci-illuminazione-1967/> [accessed 11 April 2022].
J. Grotowski, Per un teatro povero, Milano, Bulzoni, 1970.
L. Mango, Il Principe costante di Calderón de la Barca-Słowacki per Jerzy Grotowski, Pisa, ETS, 2008.
F. Ruffini, Craig, Grotowski, Artaud. Teatro in stato di invenzione, Roma-Bari, Laterza, 2009.
D. Visone, La nascita del nuovo teatro in Italia 1959-1967, Corazzano, Titivillus, 2010.