1.1. Intervista a Eleonora Cardinale

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Nato nel 2015 all’interno della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Spazi900 è stato in Italia il primo museo dedicato alla letteratura italiana contemporanea allestito in una grande biblioteca pubblica. Concepito come uno spazio vivo e in continuo ampliamento, il percorso espositivo mette in mostra documenti archivistici, prime edizioni, oggetti e ‘luoghi’ capaci di raccontare autori e forme della scrittura novecentesca. In questa intervista, realizzata il 17 giugno 2025 nei locali della Biblioteca Nazionale, Eleonora Cardinale, responsabile dell’Ufficio Archivi e Biblioteche letterarie contemporanee e curatrice scientifica del museo letterario Spazi900, ripercorre la genesi del museo, le sue finalità, il suo ruolo nella valorizzazione del patrimonio letterario italiano contemporaneo.

 

Corinne Pontillo: Come nasce l’idea di Spazi900 e a partire da quali collezioni?

 

Eleonora Cardinale: Spazi900 nasce da una specifica vocazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma verso il patrimonio letterario contemporaneo. C’è un punto fondamentale di inizio che lega la storia della biblioteca alla sede del Castro Pretorio, che è stata inaugurata nel 1975: all’epoca il direttore Emidio Cerulli, nel lavorare al progetto di trasferimento dalla sede storica del Collegio Romano alla nuova sede, volle creare un vero e proprio archivio della letteratura italiana contemporanea e di suo pugno scrisse ai maggiori scrittori e poeti per chiedere in dono le loro carte e i loro libri.

Tra le autrici e gli autori contattati, per esempio, troviamo Elsa Morante, che in virtù di queste prime interlocuzioni lasciò indicazione che tutti i suoi manoscritti fossero donati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; cosa che poi effettivamente avvenne dopo la sua morte, a partire dal 1989.

Questo punto di avvio ha caratterizzato tutta la politica successiva di acquisizione e valorizzazione del patrimonio letterario contemporaneo, che ha avuto un’altra tappa fondamentale nel 1982 con l’apertura al pubblico della Sala Falqui, che conserva la biblioteca del critico letterario Enrico Falqui. Si è trattato di un altro momento fondamentale perché ha portato alla creazione, all’interno delle sale di consultazione generale, di una sala specialistica nata per documentare negli anni, per volontà dello stesso Falqui, la letteratura italiana contemporanea. Da qui si è poi proceduto all’acquizione di altre biblioteche d’autore – di critici, di scrittori e di poeti – come anche, di pari passo, di veri e propri archivi letterari.

Il museo nasce da un’idea e da un progetto dell’allora direttore Andrea De Pasquale. Quando giunse qui nel 2014, memore della sua esperienza alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, dove aveva realizzato la Sala Lalla Romano, portò avanti il progetto di realizzazione di un percorso museale dedicato alla letteratura italiana contemporanea. Alle origini si trova proprio la stanza di Elsa Morante, che è stato il primo caso, per la Biblioteca Nazionale, di acquisizione di un fondo d’autore completo, comprensivo non più soltanto delle carte, ma anche della biblioteca personale, degli oggetti, degli arredi, delle opere d’arte che costituivano il laboratorio di scrittura dell’autrice, ossia lo studio di via dell’Oca. Questo materiale ha avuto un’immediata valenza espositiva, non avrebbe avuto senso acquisirlo per conservarlo semplicemente nei nostri depositi. Nel 2015, dunque, tutto è partito con un percorso che poi negli anni si è andato sempre di più espandendo.

Spazi900 è infatti un museo legato alle acquisizioni della biblioteca e caratterizzato da un ampliamento continuo che, dopo la direzione di Andrea De Pasquale, è proseguito ed è stato accolto con estremo favore anche dal direttore attuale della Biblioteca Nazionale, Stefano Campagnolo.

 

C.P.: Come si articola adesso il percorso museale e quali materiali vi si trovano esposti?

 

E.C.: Il museo propone un’alternanza tra le stanze degli scrittori, con ricostruzioni degli arredi originali, e le sezioni d’autore, che ospitano documenti autografi, esemplari a stampa, volumi con dedica e tracce di lettura.

Nel dialogo che si crea tra le diverse tipologie documentarie che caratterizzano gli archivi letterari e le biblioteche d’autore, si parte con la stanza di Elsa Morante, a cui ho già accennato, e si prosegue con la prima Galleria degli scrittori, focalizzata sulla prima metà del Novecento e dedicata ai Premi Nobel della letteratura, ad autori come Deledda, Pirandello, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Saba. Poi, al centro del museo, si trova la Sala Pier Paolo Pasolini, in cui sono stati ricreati gli ambienti della Roma delle borgate – tra cui la baracca di Accattone – e in cui sono esposte tutte le opere donate alla biblioteca dalla madre Susanna Colussi e dalla cugina Graziella Chiarcossi a partire dal 1977, due anni dopo la morte dello scrittore [figg. 1-2].

Dopo la Sala Pasolini si entra nella seconda Galleria degli scrittori, speculare alla prima e incentrata sulla seconda metà del Novecento [figg. 3-4]. Questa sezione si apre con una stanza dedicata a Carlo Levi – di cui si racconta il profilo di scrittore ma anche di pittore – e si conclude, dopo una serie di ulteriori sezioni d’autore, con uno spazio che espone prime edizioni e documenti autografi originali di Calvino; uno spazio che vuole essere anche un invito alla visita della Sala Italo Calvino che, all’interno della biblioteca, ricostruisce il salone-studio dell’abitazione di Piazza in Campo Marzio a Roma, l’ultima abitazione dello scrittore.

 

C.P.: Dalle sue parole emerge chiaramente come una delle caratteristiche fondamentali di Spazi900 sia quella di rappresentare un’area espositiva allestita all’interno di un’importante biblioteca pubblica come la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Quali sono le finalità di questo museo, che non si limita a rendere fruibili le carte degli autori e delle autrici, ma mette in mostra documenti, così come oggetti e ‘ambienti’ legati al loro itinerario biografico?

 

E.C.: Spazi900 è stato il primo museo dedicato alla letteratura italiana contemporanea all’interno di una biblioteca pubblica. È un vero e proprio percorso strettamente legato agli autori presenti nelle collezioni della Biblioteca Nazionale e nasce con uno scopo specifico, che è quello di valorizzare il patrimonio letterario della biblioteca e di renderlo accessibile a un pubblico sempre più vasto. Si pone quindi l’obiettivo non solo di raggiungere gli utenti della biblioteca – studiosi, specialisti che solitamente hanno accesso a tale patrimonio – ma anche di renderlo visibile e visitabile da un pubblico più ampio che in genere non accede ai locali della biblioteca.

È questo il motivo per cui il museo è allestito nell’atrio della Biblioteca Nazionale: è gratuito e tutti possono visitarlo liberamente, compresi gli studenti delle scuole. Dato che all’interno della biblioteca si può accedere soltanto al compimento dei diciotto anni, lo spazio museale diventa un modo per far conoscere i documenti più preziosi, i tesori della biblioteca a tutti. Una delle missioni fondamentali, dunque, è quella di educare al patrimonio letterario contemporaneo.

Un altro aspetto fondamentale di Spazi900 è legato al fatto di voler raccontare la letteratura italiana contemporanea attraverso diversi media, oltre che attraverso i documenti originali. Nel museo sono presenti postazioni touch screen che consentono di vedere dei filmati tratti dalle Teche Rai e di ascoltare la viva voce degli scrittori [fig. 5].

Le stanze, per altro, sono spesso arricchite anche da installazioni multimediali. La prima, quella di benvenuto, proietta all’ingresso una macchina da scrivere – il simbolo del museo – dalla quale scorrono gli incipit di importanti romanzi del Novecento. Le installazioni multimediali ci portano in un altrove che il museo non può rappresentare, un altrove costituito dai luoghi cari agli autori: per Saba è la città Trieste, la cui rievocazione si accompagna ai versi del Canzoniere [figg. 6-7]; per Pasolini la baracca di Accattone, nella quale si può ascoltare un’intervista all’autore dedicata alla poetica dell’‘ab joi’; per Carlo Levi, infine, è la Lucania, affiancata da citazioni da Cristo si è fermato a Eboli. È un modo, questo, per raccontare la letteratura a diversi livelli.

 

C.P.: Gli aspetti sui quali si è soffemata fanno pensare alla funzione cruciale che Spazi900 riveste nella selezione degli autori e delle opere. Nel momento in cui si sceglie di esporre un documento o un oggetto, entra in gioco anche una responsabilità pubblica, strettamente connessa con il vostro ruolo in merito alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio, ma anche con il canone della letteratura italiana del Novecento…

 

E.C.: Sì, il percorso museale, data la sua vocazione prettamente didattica, offre una selezione dei testi cardine della letteratura italiana contemporanea, in particolar modo nella prima Galleria degli scrittori, dove si incontrano testi e opere come La pioggia nel pineto, Il fu Mattia Pascal, L’allegria, Ossi di seppia.

La selezione quindi si effettua prevalentemente su autori già presenti nel canone, ma il museo nasce con la volontà di essere anche un punto di riferimento e di continuare a documentare il patrimonio letterario contemporaneo, incentivando una politica di acquisizione di carte e libri degli scrittori.

Spazi900 è infatti un museo in continuo movimento ed è stato un grandissimo veicolo di nuove acquisizioni di archivi e biblioteche. Il museo è sempre in fieri non solo perchè i documenti sono esposti a rotazione, per ragioni di tutela, ma anche perché ci sono sempre delle novità all’interno delle sezioni e degli spazi, sulla base dei materiali di volta in volta acquisiti dalla Biblioteca Nazionale. E l’inserimento nel percorso museale è un riconoscimento di quell’autore, anche in riferimento al canone letterario contemporaneo. Acquisire il fondo di un autore significa conservarlo ‘per sempre’. Spesso dico che il nostro in qualche modo è un mestiere di ‘bibliotecari militanti’, perché la scelta se acquisire o no un fondo va a incidere su ciò che si conserverà in futuro e sulla fortuna critica degli autori: più un fondo diventa accessibile, più diventa un laboratorio per nuovi studi.

 

C.P.: Vorrei chiederle di commentare la scelta di scandire il percorso espositivo con una nomenclatura ben precisa. Come abbiamo visto, Spazi900 accoglie le sale, dedicate a Saba, Carlo Levi e Pasolini; due Gallerie degli scrittori, una sezione dedicata a Calvino e La stanza di Elsa, che si pone come una sorta di omaggio al laboratorio creativo di Morante. Quali sono le differenze interne a questo tipo di articolazione? Ci sono dei livelli metaforici che vengono attivati già a partire dalla definizione degli spazi del museo?

 

E.C.: Già il titolo del museo richiama dei luoghi fisici, ma rispecchia anche la volontà di riprodurre dei veri e propri laboratori di scrittura, che vengono ricostruiti anche con oggetti, arredi, opere d’arte, oltre che attraverso l’esposizione di carte e libri; la volontà, dunque, è di immergersi in quello che è stato il laboratorio creativo dell’autore, di conoscere il modo in cui lavorava e leggeva. Ogni oggetto, ogni singola opera d’arte ci restituisce qualcosa, rivela delle informazioni ulteriori sulla vita, sull’opera e sull’attività dello scrittore. Questo è il motivo per cui ricostruiamo gli ambienti di lavoro, dove poi si possono conservare anche tutte le carte e i libri: al loro interno nulla è casuale.

Ovviamente questa operazione non è realizzabile per tutti gli autori, perché solo in casi rari e fortunati è stato possibile acquisire l’intero fondo di uno scrittore. È dunque per tale ragione che il museo alterna alle stanze le sezioni d’autore, che contengono bacheche in cui sono esposti documenti e libri, in un dialogo costante tra archivio e biblioteca personale.

 

C.P.: Al museo sono legate anche altre diramazioni. La mappatura e allo stesso tempo la valorizzazione del patrimonio letterario contemporaneo offerte dall’esposizione trovano infatti un ulteriore sbocco attraverso il portale dedicato e la collana Spazi900 della Biblioteca Nazionale Centrale. Sono numerose anche le iniziative promosse dal museo. Quale funzione è stata assegnata all’espansione digitale e alle attività correlate al percorso museale?

 

E.C.: Quando è nato il museo Spazi900 è stata subito ideata una collana che porta il suo nome, perché la Biblioteca Nazionale – ricordo – è anche editore. Si è voluto dunque dedicare all’esposizione una collana specifica che raccogliesse non solo i cataloghi di mostre temporanee, ma anche tutti gli studi sul patrimonio letterario contemporaneo conservato nella Biblioteca Nazionale.

Più in particolare, la collana ospita cataloghi dedicati alla Stanza di Elsa, allo spazio su Pier Paolo Pasolini e alle due Gallerie degli scrittori; la Sala Italo Calvino, invece, ha un catalogo a sé relativo alla mostra organizzata nel 2023, nel centenario della nascita.

Di pari passo è emersa la necessità di rendere fruibile il museo anche virtualmente, e da qui nel 2019 è nato il portale Spazi900. La sua finalità primaria è quella di permettere, attraverso una mappa interattiva, la visita virtuale del museo, quindi il visitatore, da casa o in qualsiasi parte del mondo si trovi, può navigare nelle varie sezioni e nelle varie stanze del percorso espositivo. Allo stesso tempo, il portale arricchisce i materiali presenti nel museo, dedicando schede di dettaglio ai singoli autori, e si presenta anche come un aggregatore di risorse digitali sia interne alla biblioteca digitale della Biblioteca Nazionale sia esterne, perché nella politica di acquisizione, gestione e valorizzazione dei fondi d’autore, da anni la biblioteca porta avanti delle campagne di digitalizzazione relative agli archivi letterari e alle biblioteche d’autore.

Il portale Spazi900 ha quindi anche un’altra funzione importantissima, che è quella legata al censimento di fondi documentari e bibliografici relativi alla letteratura italiana contemporanea. La mappatura degli istituti di conservazione è un lavoro necessario perchè, come sappiamo, la realtà italiana è caratterizzata da un policentrismo conservativo e sono rari i casi – come quello di Elsa Morante – di conservazione in un unico istituto di tutto ciò che riguarda l’autore.

Il percorso museale, per altro, può essere fruito attraverso un’app che offre una guida agli spazi del museo durante la visita e contiene approfondimenti dei contenuti da consultare non necessariamente in loco. È un ausilio in più ed è uno strumento importante che garantisce l’accessibilità e amplia le possibilità di fruizione.

Con la nascita del museo, inoltre, è stato avviato un ciclo di incontri; una rassegna di convegni, seminari, presentazioni di libri, letture poetiche che vuole raggruppare, sotto il cappello di Spazi900, tutte le attività di valorizzazione del patrimonio letterario che la Biblioteca Nazionale porta avanti sui propri autori e sulle proprie collezioni anche attraverso iniziative di studio, di ricerca e di promozione della cultura. A giugno, ad esempio, abbiamo organizzato un convegno su Carlo Levi che ha ricordato l’autore nei cinquant’anni dalla sua morte.

Spazi900 nel 2025 compie dieci anni; è dunque una realtà ormai ben radicata nel panorama delle esposizioni letterarie in Italia e inizia ad avere una sua storicità.