Interna alla ricerca Prin/2020 Atlante del giallo. Storia dei media e cultura popolare in Italia (1954-2020),[1] la mostra I sensi del giallo. Il corpo (del reato) tra inganno ed evidenza (Milano, Università IULM, Contemporary Exhibition Hall, 14 marzo-10 aprile 2025) proponeva un ‘percorso di indagine’ orchestrato attorno alla figura, ovvia eppure poco indagata, del corpo e dei sensi; un percorso ‘in stato d’allerta’, tra potenziamento e deprivazione sensoriale, che riguarda tanto l’azione criminale quanto le pratiche investigative. Il racconto giallo spesso affida la difficile decifrazione di un enigma al ‘fiuto’ o al ‘sesto senso’ del detective, e ci consegna l’esperienza indicibile del crimine attraverso tracce sensibili, in un sistema di indizi sovente affidato ai sensi, testimoni ingannevoli o acuti di una scena piena di ombre.
La scelta di questa prospettiva, nella ricchezza di riferimenti alla dimensione sensoriale in ognuno degli ambiti indagati, dal cinema al fumetto, dalla televisione alla letteratura, ai periodici e alla fotografia, risponde agli obiettivi generali della ricerca – che ripercorre la storia dei media alla luce degli scambi inter- e transmediali favoriti dal genere giallo, eleggendolo a figura chiave per ricostruire i processi dell’industria culturale del nostro paese – senza esserne tuttavia la piena esibizione. Certo strumento di ampia diffusione, la mostra è stata anche la messa alla prova di un ‘pensiero per immagini’, di analisi delle immagini attraverso le immagini: i tanti video-saggi presenti nell’allestimento consentivano la visione immediata del ricorrere di temi figurativi o schemi narrativi, di luoghi ed oggetti, delle strategie di scrittura visiva della scena del crimine, decostruita e ricostruita nei video montaggi. Molti i materiali d’archivio mostrati: dalla produzione RAI degli anni Sessanta e Settanta al giallo cinematografico o ai ‘Caroselli in giallo’, documenti di una memoria mediale che ancora agisce sul nostro immaginario.