At the end of 2012, Robert Lepage started working on a new theatre project (Jeux de Cartes) consisting of four shows, each performed on the same mechanical and central-plan stage design and devoted to a suit. All shows share a collective script and the stage design provided with an intermediate floor from which characters and objects enter. The first episode, Spades, deals with four interwoven war stories, which show two places, albeit geographically distant, connected by the experiences of the characters and by the desert as a common landscape: Las Vegas and Baghdad at the time of the American invasion of Iraq during G. W. Bush Administration. The essay analyses the debut of Lepage’s work in France, in Chalons en Champagne (December 2012).

Jeux De Cartes è il titolo del nuovo spettacolo del regista canadese Robert Lepage[1] che ha debuttato in Francia, a Chalons en Champagne a La Cométe, nel dicembre 2012 con Pique a cui si è aggiunto di recente Cœrs, andato in scena a Essen in ottobre all’interno del Festival curato da Goebbels.[2] Come le carte da gioco hanno quattro semi (picche, cuori, quadri e fiori; nella variante spagnola o nei tarocchi: spade, coppe, danari e bastoni) anche lo spettacolo vedrà, entro il 2015, quattro versioni che si genereranno a partire dalle simbologie ad essi collegati. Il plot prevede quattro storie che si intrecciano in una sfavillante Las Vegas, regno dello show business e del gioco d’azzardo, della finzione e del kitsch, dove ciascun protagonista si misura con un mazziere e si trova a giocare la propria partita con la vita. Anche i personaggi, infatti, ‘incarnano’ uno dei quattro semi:

le spade (picche) sono collegate alla storia di alcuni militari omosessuali che all’epoca dell’invasione dell’Iraq da parte degli States, durante il governo Bush, decidono di disertare;

le coppe (cuori) si riferiscono alla coppia che si sposa a Las Vegas con un rito celebrato da un sosia di Elvis Presley, rovinandosi poi tra giocate al casinò e atti di sessualità spinta;

i denari (quadri) sono legati all’imprenditore che soffre di gioco compulsivo e di alcolismo, dalle cui spirali riesce a uscire grazie al salvifico intervento di uno sciamano del deserto;

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