Fondata nel 1945, la casa editrice Electa ha impresso una traccia di rilievo nel panorama culturale italiano ed europeo. Oggi, nel celebrare il suo ottantesimo anniversario, Electa non si limita a guardare al passato, ma si reinventa e propone nuovi intrecci tra i saperi umanistici. Lungo il filo conduttore rappresentato dall’apertura al dialogo con il linguaggio letterario, in questa conversazione che ha avuto luogo il 20 giugno 2025, Rosanna Cappelli, amministratrice delegata di Electa, ripercorre la storia e l’identità della casa editrice, ricorda alcuni tra i progetti più recenti e regala ai lettori e alle lettrici interessanti anticipazioni sulle iniziative future.
Corinne Pontillo: Le chiederei innanzitutto qual è la vocazione primaria di Electa e quali sono le sue linee editoriali?
Rosanna Cappelli: Electa ha una storia molto lunga, è stata fondata nel 1945, immediatamente dopo il secondo conflitto mondiale, con l’intento di salvaguardare, di valorizzare e di restituire alla conoscenza pubblica il patrimonio storico-artistico italiano. Fu Bernard Berenson il mentore della casa editrice, che ha quindi ottant’anni di storia; ottant’anni costellati da una moltitudine di cataloghi, di libri. Possiamo dire che Electa ha segnato la storia dell’arte, dell’architettura e del design in Italia e anche nella cultura europea, perché nel corso del tempo sono state davvero innumerevoli le pubblicazioni.