L’ambizioso e puntuale saggio di Eloisa Morra, Poetiche della visibilità. Percorsi fra testo e immagine nella letteratura italiana del Novecento (Carocci 2023), ci invita a intrecciare una relazione con gli autori che lo abitano. Il che non è un caso, considerando che nel volume la maggior parte di loro concepisce il testo come opera relazionale.
Con la splendida foto di Carlo Bavagnoli scelta per la copertina – dove Monica Vitti dispiega davanti a sé alcuni poster, luogo di incontro tra arte e letteratura – Morra ci coinvolge sin dalla prima pagina in un vasto e nitido percorso che si dipana in tre ‘Gallerie’ – dedicate rispettivamente a Gadda, a Celati e ad Anedda – che si fanno struttura fondamentale del testo e in cui si indaga il rapporto di tali autori con il visuale, fino a ricostruirne le rispettive ‘poetiche della visibilità’.
Proprio tale struttura predispone un agevole itinerario tra i contenuti del volume: l’efficace sistema delle Gallerie permette una visione multipla, obliqua, l’unica che consenta di sporgerci oltre il reale e ci metta di fronte a quell’altrove che per i tre autori (soprattutto per Celati) è sempre una possibilità vitale ed espressiva.
Prima di concentrare l’attenzione su alcuni nuclei tematici e retorici fondamentali, è necessario esporre i contenuti essenziali delle tre Gallerie.